Non farti prendere al Guinzaglio, impara a dire di no!


Stanca/o di farti mettere i piedi in testa ma non sai come opporti? E magari neanche sei bene consapevole di come succede ma ti ritrovi spesso a finire il lavoro più tardi degli altri, ad essere la prima che si sveglia in famiglia, a essere la spalla su cui contano amici, genitori, capufficio? Allora questo articolo fa al caso tuo! Qui parleremo di assertività, ovvero quella magica capacità di avere ben chiaro cosa si muove dentro di te (vedi emozioni e pensieri) e come comunicarlo a meglio per ottenere il risultato più efficace (per te). Ti senti già egoista prima di cominciare? Ti chiedo di sospendere il giudizio fino a che non avrai finito di leggere l’articolo, poi ogni considerazione sarà ben accetta! Anzi se vorrai potremo anche parlarne dal vivo!

Innanzitutto vorrei che ti concentrassi su una situazione specifica in cui senti che vorresti dire di no, ma che alla fine (o magari già da subito) dici di sì. Se sei a questo punto hai già una partenza facilitata perché molto spesso chi ha questo tipo di problema si rende conto che non voleva fare quella cosa-trovarsi in quella situazione solo dopo che l’ha fatta, con la famosa “Ma chi me l’ha fatto fare?!”

Ma perché è tanto difficile dire di no? Fondamentalmente perché si temono le conseguenze relazionali, ci si può sentire in colpa o non abbastanza bravi da riuscire a fare tutto, o si teme che l’altra persona si allontani da noi o che il capo pensi che non siamo abbastanza motivati o che la persona possa reagire in maniera aggressiva.

Quindi Punto 1. Quando qualcuno ti chiede di fare qualcosa che non ti spetterebbe fermati un attimo e pensa… come mi fa sentire? Quali sono le emozioni che sto provando? Se dentro di te cominci a sentire il lampo dell’ansia e dell’irritazione significa che:

A –La prima risposta che vorresti dare non è quella che darai e

B- L’irritazione che senti se non la esprimi chiaramente finirà per rivoltarsi contro di te

Di solito funziona così, e tu te ne torni a casa brontolando contro te stessa/o.

Punto 2. Dopo che hai percepito le tue emozioni, quali sono i pensieri che ci sono nella tua testa? Potrebbero essere frasi del tipo “Devo essere sempre io a rimetterci” “Ma perché non chiede a qualcun altro?” “Per una volta vorrei essere io a godermela in santa pace” “Quando arriverà il mio turno?” oppure “Se non ci fossi io qui andrebbe tutto a rotoli” e via così…

Scrivili su un fogliettino e domandati “Quanto ci credo veramente?” Prova a mettere in discussione questi pensieri, Cosa potrebbe succedere se per una volta le cose andassero diversamente? Sarebbe poi così terribile?

Punto 3. Come comunicare il No. E qui arrivano le dolenti note perché qualcuno mi dirà “Sì, belle parole! Io sono pronto a lavorare sulle mie emozioni e i miei pensieri ma tu non conosci il mio capo, mio marito, mia moglie, mia suocera…” Altro che assertività ci vuole!

E a volte devo ammetterlo, abbiamo davanti degli ossi veramente duri. Cosa fare in questi casi? Partiamo dal presupposto che se uno è abituato ad avere un obbediente cagnolino difficilmente non rimarrà spiazzato dal trovarsi di fronte una tigre della Malesia, quindi un minimo di comprensione ci vuole e il cambiamento deve essere graduale, però ci sono due tecniche che posso consigliarti:

-La tecnica del disco rotto (funziona bene anche con i figli insistenti) – Stabilisci cosa vuoi dire in modo semplice e conciso e ripetilo senza cambiare versione anche dopo innumerevoli richieste di modifiche e concessioni e patteggiamenti.

La tecnica dell’annebbiamento (quando abbiamo a che fare con persone particolarmente suscettibili o con cui comunque dobbiamo mantenere buoni rapporti)-Consiste nell’annacquare il nostro no con un punto a favore anche per l’altra persona, ad esempio “Capisco che terminare il lavoro in tempo sia di primaria importanza per soddisfare i clienti, però ho preso un appuntamento a cui non voglio mancare” oppure “So che sei sola e ti pesa molto, ma questa settimana non riesco a organizzarmi per venirti a trovare”.      

Vi sembra difficile? Provate con un piccolo No con qualcuno con cui non avete un legame, un venditore ad esempio… e vedete come vi sentite, poi pian piano mettetevi a tavolino e scegliete quale No affrontare per primo per via via arrivare alle situazioni più spinose. Bisogno di aiuto? Possiamo parlarne di persona! Allora bando ai timori e ai sensi di colpa e prova a vedere con spirito curioso se davvero dicendo di no ogni tanto succederanno quelle immagini catastrofiche che hai in testa, oppure forse gli altri troveranno altre risorse per far fronte alle loro esigenze. E magari scoprirai che in fondo non è così difficile meritarsi il rispetto e la considerazione delle persone che ti stanno intorno!

11 thoughts on “Non farti prendere al Guinzaglio, impara a dire di no!”

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